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DALLE BELLE CITTA’

Meno diffusa, nella zona della Liguria, la celebre (ora) “Dalle belle città” conosciuta anche come “I ribelli della montagna”, la cui musica però è stata scritta proprio da un comandante partigiano di un distaccamento ligure della Brigata Garibaldi. è uno dei pochissimi canti partigiani originali di cui sia rimasta traccia: viene composto nel marzo del 1944 alla cascina Grilla, da soldati della 3ª brigata d'assalto, che operava sul monte Tobbio, in provincia di Alessandria. il testo viene attribuito a Emilio Casalini, detto "Cini", che,ed ai partigiani della brigata, la musica ad Angelo Rossi, detto "Lanfranco", giovane partigiano, già studente (o insegnante?) di musica. I due lo avrebbero composto durante un turno di guardia, prendendo appunti su carta da pacchi. Successivamente, la canzone si diffonderà tra i combattenti della sesta zona "Genova", per poi divenire uno dei canti della brigata Mingo


Dalle belle città

Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l'arida montagna
cercando libertà fra rupe e rupe
contro la schiavitù del suol tradito.

Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo i muscoli e il cuore in battaglia.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell'avvenir.
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell'avvenir.

Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l'idea che ci avvicina,
rosso sangue il color della bandiera,
partigiana è la forza ardente e fiera.

Per le strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate,
sentimmo l'ardor per la grande riscossa,
seguimmo l'amor per la patria nostra.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell'avvenir.
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell'avvenir.