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GORIZIA

"O Gorizia tu sei maledetta" è una canzone che da sempre fa parte della tradizione anarchica e antimilitarista. Si dice che chi veniva sorpreso a cantare questa canzone durante la guerra poteva addirittura essere fucilato. La versione originale venne raccolta da Cesare Bermani, a Novara, da un testimone che afferma di averla ascoltata dai fanti che conquistarono Gorizia il 10 agosto 1916. 

Nel 1964 viene presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto dal Nuovo Canzoniere Italiano nello spettacolo "Bella ciao", suscitando l'ira dei benpensanti. Quando Michele L. Straniero e Fausto Amodei iniziarono a cantare "Gorizia" avvengono incidenti in sala; la destra cerca di impedire le rappresentazioni successive; Straniero, Leydi, Crivelli e Bosio  denunciati per vilipendio delle forze armate.

La strofa “traditori signori ufficiali” non è presente in tutte le versioni ed è stata certamente aggiunta in seguito. In origine la canzone proviene da “O Venezia”, sulla cui melodia, perfettamente adattabile, viene a volte cantata anche “O Gorizia”. 
”(…)[Michele Straniero], avendo sostituito nell'esecuzione di O Gorizia tu sei maledetta Sandra Mantovani, vittima di un abbassamento di voce, cantò infatti una strofa non prevista (Traditori signori ufficiali / che la guerra l'avete voluta/ scannatori di carne venduta / e rovina della gioventù) che suscitò in sala la reazione di un ufficiale e di talune signore impellicciate, mentre nelle serate successive lo spettacolo sarebbe stato costantemente disturbato da gruppetti di fascisti. Quello scandalo al centro dell'interesse giornalistico per oltre una settimana sarà peraltro il miglior lancio per I Dischi del Sole, che potenziano così la loro presenza politico-culturale nel paese.
(Cesare Bermani, da “A - rivista anarchica”)
"Finalmente siamo in scena di fronte a una sala tutta piena. Cominciamo a cantare. Silenzio tombale: sono tutti incuriositi da questi canti, a partire dal Bella Ciao di Giovanna Daffini. Via via che si procede, crescono i commenti, mormorati, qualche volta anche detti ad alta voce. Alla strofa di Sandra Mantovani "...e nelle stalle più non vogliam morir..." una voce di donna urla : "Posseggo duecento anime e nessuna di loro è morta nelle stalle!". Seguono una serie di "Buuuu" dal loggione. Finalmente si alza Michele Straniero e intona Gorizia. Alla strofa "Traditori signori ufficiali / voi la guerra l’avete voluta / scannatori di carne venduta / questa guerra ci insegni a punir" succede l’ira di Dio. Una voce si leva dalla platea : "Evviva gli ufficiali" seguita da cori di "Evviva l’Italia". Dal loggione arriva, una risposta immediata e viene lanciata in platea una sedia, mentre si intona Bandiera Rossa. Dal basso rispondono con Faccetta Nera. Spintoni a destra e a sinistra. Tutt’intorno, la gente continua a discutere sempre più "animatamente". Insomma, si menano." (racconto di Giovanna Marini).

Gorizia

La mattina del cinque d'agosto
si muovevano le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì.

Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
grandinavano le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

O vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letto di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir

Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì.
Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor.

Traditori signori ufficiali
che la guerra l'avete voluta
scannatori di carne venduta
e rovina della gioventù

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.